lunedì 23 gennaio 2012

MOZIONE URGENTE


Trasferimento attività di alcuni Servizi Portuali


PREMESSO che tra gli obiettivi fondamentali il Comune di Trieste "persegue l’impegno e la collaborazione con gli Enti deputati al potenziamento ed allo sviluppo delle attività portuali", sarebbe ancora da aggiungere "e operazioni collaterali" (art.6 – punto 17) mentre nel programma amministrativo del Sindaco Cosolini nel capitolo "Trieste città del mare" si sottolinea che “fondali, spazi e professionalità legate al mare vanno pienamente valorizzate”

PRESO ATTO di tutto ciò si ritiene quindi compito e responsabilità anche del Consiglio Comunale farsi carico di tutte quelle problematicità che potrebbero frenare lo sviluppo economico e occupazionale della nostra città ed in particolare quei settori collegati alle operazioni marittime e servizi portuali

Il caso della CRISMANI Group al quale l’Autorità Portuale ha fatto pervenire ed intimato la disdetta a lasciare la sede operativa del Punto Franco Vecchio in quanto l’area e lo specchio d’acqua antistante sarebbero inclusi nella concessione alla Società PORTOCITTA’ pare in fase di prossimo utilizzo, sta creando serio allarme alla Società e agli stessi dipendenti. Tutto questo se non mediato nell’interesse della città potrebbe inevitabilmente
innescare una situazione di crisi economica e occupazionale del settore la quale aggraverebbe ulteriormente le già evidenti difficoltà cittadine

APPURATO che la CRISMANI Group per svolgere le numerose sue attività (servizi portuali, navigazione, difesa del mare, servizi ecologici e bonifiche ambientali, cantieristica) deve necessariamente avere la disponibilità di una banchina sufficientemente dimensionata dove attraccare le unità nautiche ed i pontoni della sua flotta di servizio (circa 30) per un totale di 160 dipendenti, ai quali va sommato un altro significativo numero di lavoratori creato dall’indotto

CHE detta società sta investendo, ristrutturando un capannone per le lavorazioni a terra nella zona di via Caboto in prossimità del canale navigabile (EZIT), sarebbe disponibile e pare stia già elaborando un progetto preliminare che preveda la collocazione sullo stesso canale l’insieme delle attività ed esigenze della CRISMANI Group.

TENUTO CONTO che per trasferirsi operativamente, la CRISMANI Group necessita di una banchina di approdo, in ragione di questa motivata esigenza il precedente Presidente dell’AP di Trieste il dott. C.Boniciolli aveva proposto alla società e firmato una lettera d’intenti propedeutica alla concessione demaniale dell’area della banchina ex Vetrobel avente le dimensioni adatte all’operatività e ai Servizi della CRISMANI (300m circa).

CHE di tutta questa vicenda ne è a conoscenza il Prefetto di Trieste, le categorie economiche e sociali, le quali sono ben consapevoli che se non si riuscirà a trovare una soluzione soddisfacente, i primi a pagare saranno i 35 dipendenti che rischiano il posto di lavoro

CONSIDERANDO quanto sopra esposto e TENUTO CONTO della grave crisi occupazionale in cui si sta dibattendo la nostra città


si invita
il SINDACO e l’ASSESSORE COMPETENTE


congiuntamente alle autorità governative presenti sul territorio e gli enti interessati (Autorità Portuale, EZIT)

1) verificare ogni possibile soluzione del problema, coinvolgendo in questo anche il Comitato Portuale.

2) rappresentare in tutte le sedi istituzionali e non la seria preoccupazione del Consiglio Comunale se non si addiverrà in tempi brevi ad una giusta ed equa conclusione di questa vicenda.

3) trasmettere e sostenere presso l'Autorità Portuale di Trieste che la CRISMANI Group non potrà trasferirsi in altra sede fino a che non verrà definito e realizzato il citato progetto della nuova sede operativa nel canale navigabile, pena l’immediata perdita del posto di lavoro di 35 persone.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

Trieste, 30 dicembre 2011...


Conferenza stampa: Gli auguri non bastano...

Se dobbiamo parlare delle prospettive di sviluppo per la nostra città è evidente che dobbiamo tener conto della posizione di partenza nella quale ci troviamo.

Affrontando un tema di questa portata, considerando la situazione economica, finanziaria ed occupazionale attuale, è necessario essere credibili e non bloccati ideologicamente in ragione dell’appartenenza ad un partito. Con un po’ di presunzione, pensiamo di avere le caratteristiche per dire qualcosa di più dei partiti tradizionali.

Le liste civiche per loro natura ascoltano, valutano idee proposte e progetti provenienti anche dalle parti politiche avverse, lo fanno proprio perché il solo e unico obiettivo è quello di cercare di migliorare economicamente, socialmente e culturalmente la nostra città.

Non fa parte del nostro DNA stipulare patti e accordi politici (spesso contro natura e ancora se ne stanno facendo) che abbiano come motivo la sola ricerca del consenso; il consenso deve arrivare dal riconoscimento della popolazione riguardo a ciò che è stato prodotto in termini concreti.

Riteniamo pertanto che l’epoca che stiamo affrontando abbia bisogno di modalità politico-amministrative e rapporti sociali meno conflittuali, in ragione della necessità di dare risposte ai cittadini, per quanto possibile in tempi brevi. Le attuali denunce dei grandi movimenti giovanili hanno un significato ben preciso che dobbiamo ascoltare con la giusta attenzione.

Certo non è e non sarà facile ma dobbiamo farci carico tutti di questo problema. Qualcosa è cambiato e non possiamo rimanere fermi in trincea.

Martedì, durante la Conferenza dei Capigruppo, ci siamo incontrati con i vertici della CRISMANI i quali hanno posto i loro problemi relativi all’obbligato trasferimento della loro sede operativa. Se non saranno risolti in tempi rapidi inevitabilmente si determineranno ripercussioni occupazionali. Questa è soltanto una delle ultime difficili situazioni che sono emerse in questo periodo.

Situazione che si protrae dal 2008, che poteva forse essere risolta prima se solo ognuno dei protagonisti (Autorità Portuale e Crismani) avesse posto sul tavolo la disponibilità a risolvere il problema.

Iniziamo il 2012 con il solo 9% di presenza di industria sul nostro territorio. Questa percentuale è fuori da ogni logica economica: lo sviluppo, se continuiamo così, sarà un miraggio, dobbiamo invertire la tendenza.

L’amministrazione comunale e il Sindaco in prima persona si sta muovendo con grande impegno e determinazione e speriamo che quest’impegno sia compreso dalla regione e dal governo nazionale.
Il ministro Clini ha lanciato segnali incoraggianti in questo senso.

Le notizie di oggi per quanto riguarda alcune aree EZIT fanno ben sperare.

Tutto questo però non basta. La nostra città, il Comune e conseguentemente la Provincia devono poter contare sulla dinamicità, la collaborazione e la disponibilità attiva degli enti interessati, delle categorie economiche e sociali. Le dichiarazioni d’intenti non accontentano più nessuno e non riescono a soddisfare gli emergenti bisogni della popolazione.

Ci aspetta un grande e impegnativo lavoro, temi come questi ci metteranno alla prova: FERRIERA, SERTUBI, DIACO, ALCATEL, settore costruzioni, commercio, artigianato, portualità, logistica (tenendo conto di alcuni progetti che potrebbero già avviarsi come la Piastra Logistica, bonifiche e Parco del Mare)

La formula per ridare sviluppo alla nostra città non è una cosa magica, sconosciuta e irraggiungibile, si tratta solo di iniziare a lavorare tutti assieme per un solo unico obiettivo...Trieste.

Non abbiamo tempo, le nuove generazioni non possono pazientare ancora.

Gli auguri alla città sono certamente scontati e credo comunque saranno bene accolti ma non sono sufficienti.

Congiuntamente agli auguri, auspichiamo che tutti coloro che hanno ruoli di responsabilità politicha e amministrativa, gli enti, le categorie economiche e sociali si rinsaldino nell’unico elemento che non deve dividere...l’interesse per Trieste e il suo futuro.


Ultime notizie:

Apprendo con molta preoccupazione la situazione che stanno attraversando i lavoratori della rete televisiva TELEQUATTRO e le gravi conseguenze che andranno a pesare sulle loro famiglie. Anche in questo caso non basta la solidarietà. Come Consiglieri comunali, cercheremo di saperne di più coinvolgendo anche il Consiglio per tentare di evitare questo ulteriore colpo all’occupazione e all’economia della città.

ACI (Automobile Club Italiano): altra situazione di riduzione del personale per la chiusura della sede in Corso Cavour...non c’è giorno che si non annuncino eliminazioni di posti di lavoro.
Stiamo attraversando un vero dramma.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

Richiesta di audizione in consiglio comunale del Presidente dell’ EZIT


Al Presidente del Consiglio comunale
dott. Iztok Furlanic

Oggetto: richiesta di audizione in Consiglio comunale del Presidente dell’EZIT sig. Dario Bruni - bonifiche e caratterizzazioni nelle zone SIN


Egregio Presidente,

l’attuale situazione di conclamata stagnazione economica e di sviluppo del nostro territorio deve spingere sia chi ha responsabilità politiche amministrative ma anche coloro che rappresentano le categorie economiche a tentare di rimuovere ogni ostacolo di carattere burocratico e finanziario affinchè si possa proporre il nostro territorio come sede di progetti imprenditoriali, cosa attualmente non realistica;

La limitatissima disponibilità di aree in particolare nella zona industriale di Trieste, inclusa quasi totalmente nelle zone SIN (sito di interesse nazionale), blocca ogni possibilità di sviluppo per la nota situazione di inquinamento dei terreni

La necessità di bonifica delle aree interne al perimetro SIN è conosciuta da tempo,ed è meritoria l’evidenza data dalla cronaca di questi giorni su una situazione che si trascina da troppi anni, penalizzando l’intera provincia di Trieste. Non è ragionevolmente accettabile che dal 2003 ad oggi ancora non sia stato definito nessun accordo con lo Stato e non sia stato fatto niente; infatti da poco la Regione pare abbia autorizzato EZIT ad iniziare l’analisi dei terreni.

In ragione a quanto sopra descritto e per avere ulteriori e certe informazioni sulla generale e annosa situazione delle bonifiche incluse nel perimetro SIN, argomento fondamentale per lo sviluppo della nostra città, sarebbe quanto mai utile e interessante capire dal diretto interessato, il Presidente dell’EZIT sig. Dario Bruni,l’attuale e futura situazione del sito in oggetto;

In osservanza a quanto dettato dallo Statuto art. 6 punto 16 (Obiettivi fondamentali) e dal Regolamento comunale art.30 (Interventi di terzi) La invito, sig. Presidente, a predisporre quanto prima in Consiglio comunale un’audizione del Presidente dell’EZIT .


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

Mozione urgente sull'interruzione del servizio CUP


PREMESSO che al primo punto degli obiettivi fondamentali perseguiti dal Comune di Trieste vi è il diritto alla salute per tutti gli abitanti, funzionale al quale vi è l'impegno delle istituzioni a facilitare, in termini temporali e burocratici, l’accesso da parte del cittadino sia alle cure medico specialistiche che alle pratiche finalizzate alla prevenzione ed al mantenimento della salute della popolazione;

PRESO ATTO che l'associazione che rappresenta i proprietari di farmacie insediate nel territorio di Trieste aveva stipulato con l'azienda sanitaria nel lontano 2001 una convenzione, diretta ad offrire alla cittadinanza l'opportunità di prenotare le visite specialistiche e diagnostiche presso le 66 farmacie della nostra provincia, cosa che aveva sgravato i cittadini dal recarsi presso i distretti sanitari o gli ospedali del territorio;

RILEVATO che questa modalità di prenotazione si è confermata nel corso degli anni parte integrante del sistema e le oltre 200.000 prenotazioni del 2010 lo confermano;

TENUTO CONTO dell'alta percentuale di persone anziane residenti nella nostra provincia che sperano si continui usare il sistema di prenotazione presso le farmacie perché tale sistema, grazie all'insediamento capillare delle farmacie sul nostro territorio, ha obiettivamente facilitato il loro vivere;

CONSIDERATO che l'azienda sanitaria ha già eliminato alcuni servizi che venivano svolti dalle farmacie (la distribuzione dei farmaci salva vita) ed ora pare non voglia neanche riconoscere quel minimo di remunerazione del servizio prenotazione (CUP) richiesto, cosa che determinerà la chiusura del servizio a partire dal giorno 5 del c.a, penalizzando di fatto la popolazione triestina;

RITENUTO che è compito degli amministratori pubblici rappresentare gli interessi dei cittadini tutti, delle categorie professionali e delle imprese, senza negare la possibilità di ricercare la via migliore per contenere i costi della spesa sanitaria, ma contemporaneamente tentando di evitare che operazioni di questo tipo penalizzino la parte più debole della popolazione;


in ragione di tutto questo

SI INVITA
IL SINDACO E L'ASSESSORE COMPETENTE


a farsi carico di questa situazione e quindi trasmettere alla Regione e all'Azienda Sanitaria Triestina e all'Associazione che rappresenta i proprietari di farmacie del nostro territorio la preoccupazione del Comune di Trieste se come annunciato verrà sospeso il servizio;

a verificare ogni possibilità per elaborare un accordo con le parti sopra citate per mantenere il servizio di prenotazione al fine di non recare gravi disagi alla cittadinanza, ricordando infine che mentre a Trieste si sta chiudendo questo servizio da anni sperimentato, in altre province della regione lo si sta iniziando, con sicura soddisfazione per quelle popolazioni.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"


PS: la mozione è stata sottoscritta da tutto il centrosinistra

Per il il mio compleanno ho ricevuto un meraviglioso regalo dal Presidente Berlusconi, cosa che ho molto apprezzato...


Mozione: Educazione, tutela e informazioni alle giovani generazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili


PREMESSO che la tutela della salute è compito preminente dello Stato (art. 32 della Costituzione), fatto proprio e assunto come primo obiettivo fondamentale per garantire la qualità della vita dei cittadini dal Comune di Trieste all'art. 6 dello Statuto;

CHE tutela della salute significa anche informare ed educare capillarmente i cittadini ed in particolar modo le giovani generazioni, in conseguenza alle limitate e non adeguate informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili in loro possesso;

RITENUTO che è anche responsabilità e compito delle amministrazioni pubbliche prossime al cittadino, nel caso nostro il Comune di Trieste, informare e formare adeguatamente i giovani cittadini ad un’idonea educazione all’affettività e sui metodi di protezione e prevenzione;

PRESO ATTO dei dati allarmanti, rilevati dall'attività di studio e monitoraggio della Clinica Ostetrica e Ginecologica di Igiene - Medicina Preventiva dell'IRCCS Burlo Garofolo e recentemente pubblicati sul quotidiano locale, i quali fanno emergere che buona parte dei giovani (15-18 anni) sono profondamente ignari su quali siano le malattie sessualmente trasmissibili e come da queste ci si può proteggere;

SENTITO IL PARERE e VALUTATI i dati del Centro di Malattie a Trasmissione Sessuale, del Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda per i Servizi Sanitari n.1 “Triestina” e del reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Triestina;

CONSIDERATO il comune pensiero, ormai diffuso, che il VIRUS HIV sia il solo virus pericoloso, mentre invece esistono numerose altre infezioni sessualmente trasmissibili gravi e dalle conseguenze importanti, sia in termini di cancerogenicità sia di sterilità, nonché favorenti la diffusione dello stesso virus HIV, che si possono contrarre fin dall'adolescenza in mancanza di un'adeguata educazione sessuale e conoscenza delle misure di protezione;
preso atto di questa preoccupante situazione, si ritiene indispensabile ed obbligata un'azione incisiva da parte del Comune di Trieste, attraverso una campagna informativa che si serva di tutti i mezzi di comunicazione, in particolare quelli più vicini ai giovani (le radio private, il web) congiuntamente con i sanitari specializzati in queste problematiche del Centro di Malattie a Trasmissione Sessuale, del Dipartimento delle Dipendenze dell’ Azienda per i Servizi Sanitari n.1 “Triestina”, della Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’IRCCS Burlo Garofolo e del reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Triestina


In ragione di tutto questo,
SI INVITA L’ASSESSORE COMPETENTE


- a farsi carico dell'attuale situazione riferita alla preoccupante diffusione delle Malattie Sessualmente Trasmissibili ed altre patologie collegate all'attività sessuale tra i giovani;

- attivare, in relazione a quanto descritto in premessa, un’ampia e capillare campagna di informazione tra i giovani a tutela della loro salute e ad un’adeguata educazione all’affettività attraverso tutti i mezzi di comunicazione ( carta stampata, manifesti, internet, televisione e radio), coinvolgendo in questa azione l'Ordine dei Farmacisti,le Farmacie comunali ed i medici/pediatri di libera scelta.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

giovedì 27 ottobre 2011

Una semplice risposta alla combriccola consiliare del PDL...partito del Presidente Berlusconi


Dopo la farneticante conferenza stampa dell’allegra e ridotta combriccola del Gruppetto consiliare del PDL, ovvero il partito del Presidente Berlusconi al quale tutti oggi si vergognano di appartenere, alcune semplici risposte vanno date per rappresentare semplicemente la verità.

Hanno tanta voglia di lavorare...“il nostro ritmo di lavoro era ben diverso” dichiara il celato e vero capogruppo Camber. C’è da chiedersi allora come mai in 10 anni con tutta la loro dichiarata energia e forza politica (erano maggioranza) non sono riusciti a portare a termine e a far votare la variante del Piano Regolatore 118. Dato che é universalmente riconosciuto che il Piano Regolatore è l’atto più significativo dal punto di vista politico che un’amministrazione può dimostrare di aver portato a termine o meno, l’allegra combriccola ha dimostrato di non saperlo fare. Questa è la verità.

Sarebbe perciò utile ma soprattutto onesto che spiegassero alla città il motivo per cui non sono riusciti a far votare la variante 118. Ma potremo anche parlare del Piano del Traffico, del Piano Parcheggi senza dimenticare poi la strana delibera dei Centri Monomarca presentata in Giunta e immediatamente scomparsa.

Dispiace dirlo ma le loro sceneggiate mediatiche servono solo a dimostrare che hanno sprecato 10 anni di amministrazione. I grandi temi della città sono rimasti tali e quali al 2001, nonostante la loro energia, la loro maggioranza e i ritmi di lavoro stressanti ai quali si sono sottoposti in questi anni.
Va anche detto che i loro sforzi erano mirati a compattare il centrodestra più che a risolvere i veri problemi della città. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un appello sincero al celato e vero capogruppo Camber e al consiglire Giacomelli: non fate come il vostro Presidente, le bugie, anche se ripetute ogni giorno, non diventeranno mai verità ma rimarranno sempre bugie.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

mercoledì 12 ottobre 2011

Mozione sulla Polizia di Stato


Considerato che la presenza dello Stato in tutti gli ambiti della sicurezza e in particolare del controllo del territorio è una fondamentale garanzia democratica e segno tangibile di vicinanza tra l'istituzione primaria e il cittadino, azione questa che va favorita e perseguita con continuità senza che si frappongano spazi che instaurerebbero nel cittadino ulteriore sfiducia nei confronto delle istituzioni in una situazione già di per sé compromessa;

Reputiamo pertanto che il controllo del territorio locale sia una priorità in ragione di ciò che è stato sopra citato. Per questo si deve tener conto delle legittime richieste delle Forze di Polizia, alle quali la va nostra gratitudine per la dedizione, la professionalità e l'impegno dedicato a questa ardua funzione, soprattutto perché effettuata in condizioni operative a dir poco difficili, condizioni che si evincono anche dalle recenti pubbliche denuncie messe in atto dalle rappresentanze sindacali di categoria, nell’ambito delle quali si è registrata la partecipe e preoccupata solidarietà della popolazione che ha trovato modo di manifestarsi nella sottoscrizione di un appello al Ministro dell’Interno.

Il fatto che gli autoveicoli di servizio debbano rimanere inattivi per mancanza di carburante o ci si serva del personale delle Forze di Polizia non legate alle primarie necessità operative quale il ricorrente impiego in missioni in altri capoluoghi disattende le aspettative e i bisogni dei cittadini.
Tenuto conto di quanto sopra esposto e considerando le attuali gravi circostanze in cui devono operare le Forze di Polizia nel nostro territorio


Invitiamo il Sindaco di Trieste


a segnalare al Prefetto e al Questore di Trieste le forti preoccupazioni e turbamento della nostra popolazione in merito alle denunce rese pubbliche dalle Forze di Polizia operanti nel territorio di Trieste e le inevitabili conseguenze che tutto ciò comporta in termini di sicurezza e controllo del territorio;

Inoltre considerando utile e doverosa la collaborazione nel nostro territorio di Arma dei Carabinieri - Guardia di Finanza - Polizia locale, riteniamo però sia necessario razionalizzare i servizi in modo che non ci siano dannose duplicazioni. Tutto questo auspichiamo venga immediatamente comunicato dalle autorità territoriali citate (Prefetto - Questore) al governo nazionale.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

mercoledì 5 ottobre 2011

Ferriera di Servola: perchè la Regione FVG non mette lo stesso impegno speso per la CAFFARO di Torviscosa ???


Dopo circa 10 anni dalle prime dichiarazioni dell' On. Antonione sulla volontà di chiudere la Ferriera (era il 2001) e i continui annunci e minacce dell’ ex sindaco Dipiazza, ci troviamo al punto di partenza, ma con un differenza fondamentale rispetto al 2001: stiamo attraversando una crisi epocale sotto il punto di vista occupazionale, sociale, economico e finanziario, cosa che certo non aiuta ma fa emergere il doloso ritardo delle istituzioni che si sono servite del caso Ferriera solo per interessi elettorali.

Oggi comunque la situazione della Ferriera è questa:

- grave situazione finanziaria del Gruppo Lucchini ( 700 Milioni di debiti con le banche)

- difficile situazione ambientale, alla quale adesso l'amministrazione comunale vuole metter mano, integrando l'AIA con nuove e più scrupolose prescrizioni (Ass. Laureni)

- prospettive occupazionali critiche anche in assenza di un piano industriale realistico e sostenibile

- assenza di concreti progetti alternativi all’attuale impiego da inserire in alcune zone libere nell'area ex acciaieria

Si potrebbe affermare che ci sia una volontà effettiva e comune della Regione FVG e del governo (i soli enti che possano intervenire in termini legislativi e finanziari) solo se si cercasse concretamente la via della riconversione, ad esempio iniziando da una progettazione seria di utilizzo di questi spazi, nel qual caso il Comune farà la sua parte (e già lo sta facendo) con tutti i limiti di poteri, competenze e risorse che una amministrazione comunale ha. In caso contrario saremmo al punto di partenza e continueremo a sommare ritardi su ritardi.

Rapporti con ELETTRA e conseguenti pagamenti della fornitura di GAS siderurgico: le criticità sono rappresentate dal credito attuale della SERVOLA S.p.A di circa 16 milioni di euro e dalla ipotizzata uscita anticipata dal CIP 6.

Rapporti di carattere industriale con SERTUBI: con l'entrata della società indiana Jndal la quale gestirà per 5 anni il tubificio, la Ferriera dovrà garantire la fornitura di ghisa giornaliera.

Non va dimenticata neanche la LINDE Gas che comunque è nell'orbita del comprensorio della Ferriera.

C'è il progetto di una nuova Centrale termoelettrica alla quale abbiamo detto NO in modo chiaro non soltanto perché veniva ipotizzata l’alimentazione con il GAS proveniente dal rigassificatore, ma anche perché questo progetto si collegava e prevedeva l’utilizzo dell’acqua raffreddata in uscita dal rigassificatore, un impianto che nessuno vuole.

Per ultimo pare che nessuno, Regione o Governo, si sia posto il problema che l'ipotetica dismissione della Ferriera non può avvenire per gradi, proprio per la sua particolarità impiantistica; quindi, quando forse un giorno si chiuderà la Ferriera, la chiusura avverrà nell'arco di 48 ore. Fino a quel momento tutti i lavoratori dovranno rimanere al loro posto e non si potrebbe fare diversamente in ragione del ciclo produttivo integrale.

Un commento molto critico va fatto alla presa di posizione del Consiglio Provinciale, il quale ha auspicato la chiusura in tempi relativamente brevi della Ferriera, senza porsi il problema occupazionale e sociale che ne deriverebbe se si continuasse con il metodo dei tavoli che addormenta e non risolve i problemi.

Per contro in una situazione quasi analoga in termini ambientali, sociali e occupazionali (270 dipendenti diretti e 600 dell'indotto ) la Regione FVG, coadiuvata dal governo nazionale, con grande impegno ha lavorato alla soluzione del problema della CAFFARO di Torviscosa e a quanto pare oggi buona parte delle criticità sono state risolte.


CAFFARO - Torviscosa:
L'11 settembre 2008 avviene il sequestro dell'impianto di cloro/soda operato dai carabinieri del NOE di Udine. Dopo il sequestro, l'azienda controllata dal Gruppo SNIA presenta ricorso per la riapertura con la documentata promessa di un rimodernamento dell'impianto, richiesta bocciata dal Tribunale di Udine.
Ora pare che buona parte dei problemi siano stati risolti. Per le bonifiche pare che ci sia in atto una transazione del danno ambientale con lo stato affinchè non avanzi pretese di risarcimento ai nuovi investitori. C'è un progetto che verrà realizzato di un nuovo impianto di cloro/soda al quale partecipano importanti società chimiche (BRACCO - BERTOLINI, accompagnate da FRIULIA) ed è iniziata la fase di sblocco di un importante area all'interno del perimetro del sito inquinato di interesse nazionale.
Settembre 2008 - Settembre 2011: sono passati 3 anni !


Ora la domanda è questa: perchè per la CAFFARO e il territorio circostante la Regione FVG e il governo nazionale si sono prodigati ed impegnati allo spasimo, risolvendo al questione in 3 anni, mentre a Trieste per la Ferriera si annunciano solo tavoli e incontri vuoti come ha ben denunciato il Sindacato.

Lo stesso impegno che la Regione FVG e Governo hanno profuso per la CAFFARO di Torviscosa lo vorremmo anche qui da noi. Lo vogliono i lavoratori della Ferriera, lo vogliono i cittadini che giustamente si lamentano per le conseguenze ambientali ma lo vuole soprattutto l'economia e lo sviluppo della nostra città.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

mercoledì 21 settembre 2011

Curiosità...


Il gruppo consiliare del POPOLO DELLE LIBERTA’ pare non voglia farsi rappresentare dal simbolo che ha contraddistinto il loro partito alle ultime elezioni amministrative. Infatti nessuno dei componenti del gruppo lo usa in forma integrale o non lo usa proprio.

Il simbolo originale apparso su tutti i manifesti durate il periodo elettorale e presentato agli uffici competenti è cosi composto: “sfondo azzurro con la scritta IL POPOLO DELLE LIBERTA’ con una fascia tricolore che separa nella parte inferiore la scritta BERLUSCONI PER ANTONIONE".

Il consigliere nonchè cavaliere Bucci nei documenti che presenta in consiglio comunale usa un simbolo modificato, all’interno del quale scompare la scritta PER ANTONIONE che viene invece sostituita dalla parola PRESIDENTE riferita al sovrastante BERLUSCONI.

Mentre il simbolo del consigliere Rovis, presente in tutti suoi documenti (mozioni, interrogazioni, etc...) riprende soltanto il nome del partito con sotto la fascia tricolore, omettendo sia BERLUSCONI che ANTONIONE.

Si potrebbe pensare che Bucci voglia dissociarsi da Antonione mentre Rovis da tutti e due. Di questi tempi tutto può accadere. Per rappresentare lo strano atteggiamento di questi due noti
consiglieri comunali credo si possa fare riferimento a due metafore: "un pollo senza penne è comunque sempre un pollo" e "mescola pure le uova ma la chioccia è sempre quella". A volte mimetizzarsi e cercare di confondersi (e confondere) serve davvero a poco.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"

domenica 18 settembre 2011

Opposizione all'attacco: fanatici e patetici


Con che coraggio parlano coloro che hanno sprecato 10 anni di amministrazione ? siamo nel 2011 ma dal punto di vista sociale, economico e occupazionale è come se fossimo nel 2001.
Questa è l'eredità del centrodestra.

Durante la passata amministrazione si sono usate le commissioni speciali perchè le tradizionali commissioni permanenti gestite dalla maggioranza non erano all'altezza della situazione. Poi si è visto che pure le commissioni speciali non sono riuscite ad ottenere quello che si sperava.
Noi, a differenza del centrodestra, vogliamo le commissioni pubbliche in modo che tutti sappiano di cosa parliamo e quali sono le nostre idee per la città, senza nascondere niente a nessuno: questo vale per l'occupazione (tema a noi e a me molto caro, nonostante le reiterate fandonie strombazzate da un aspirante capogruppo berlusconiano) ma soprattutto per le aziende partecipate. Il confronto pubblico con le commissioni speciali (le cui sedute non sono pubbliche) non può essere fatto. Che senso ha parlare di occupazione se al tavolo non possono partecipare i cittadini, i lavoratori in CIG o i genitori di numerosi giovani precari assieme ai sindacati e ai responsabili delle imprese ?

Capisco che l'attuale opposizione vorrebbe continuare a discutere di questi problemi senza la presenza dei cittadini (come d'altronde ha sempre fatto in maggioranza) ma noi dobbiamo essere trasparenti e aperti alla città su temi importanti come l'occupazione e le aziende partecipate, come pure su altri temi che coinvolgono direttamente e indirettamente la città.
L'opposizione evidentemente si trova meglio con le commissioni secretate (come nel caso del Piano Regolatore) e preferisce parlare delle aziende partecipate che invece non ha controllato in alcun modo quando era maggioranza. Loro vorrebbero sentire dai manager (che loro hanno nominato) che tutto va bene, noi vogliamo sentire un recosonto pubblico sulla situazione attuale.

Questa opposizione ha amministrato la città per 10 anni lasciandoci in eredità un'infinità di problemi irrisolti a causa della sua incapacità politica e amministrativa. Ora le stesse persone attaccano, polemizzano e vorrebbero una soluzione ai problemi in 3 mesi. Sono patetici e fanatici come il loro ispiratore nazionale.


Roberto Decarli,
consigliere comunale per la lista "Trieste Cambia"